Con l’apertura del nuovo showroom di Magazzino76 nel cuore di NOLO, il design del Novecento, il modernariato e il collectible design trovano uno spazio che intreccia restauro, ricerca e una visione culturale del collezionismo
Nel cuore di NOLO, uno dei quartieri più vitali e stratificati di Milano, Magazzino76 amplia il proprio orizzonte e inaugura un nuovo showroom che si inserisce con naturalezza nel dibattito contemporaneo sul design da collezione. Non un semplice ampliamento fisico, ma l’evoluzione di un progetto che da sempre lavora sul tempo, sulla memoria e sulla capacità degli oggetti di attraversare le generazioni.
Prima di essere una galleria, Magazzino76 è la storia del suo fondatore, Federico Bellucci, e di uno sguardo che ha imparato a riconoscere valore dove altri vedevano solo scarto. Dalle cantine dei palazzi milanesi al laboratorio di restauro aperto nel 2000 in via Padova, il restauro diventa il primo atto progettuale: un gesto che restituisce dignità agli oggetti e ne preserva la storia. È da questa relazione profonda con la materia che nasce, nel 2015, Magazzino76, trasformando il sapere artigianale in ricerca e la ricerca in selezione.
La galleria cresce fino a diventare un punto di riferimento per architetti, interior designer, stylist, collezionisti, scenografi e brand di moda, attirando una comunità creativa che riconosce nel design del Novecento non solo un valore estetico, ma un patrimonio di storie e significati.

Courtesy of Magazzino76
Oggi la collezione - fatta di quasi mille lampade, centinaia di sedute, tavoli, poltrone, arredi iconici e pezzi unici del Novecento - si muove esattamente lungo quel confine che definisce il collectible design: oggetti che non valgono solo per ciò che sono, ma per ciò che raccontano. Il nuovo showroom in via Merano 18 rafforza questa visione, proponendo uno spazio da attraversare più che da osservare, dove gli iconici pannelli ad onde di Jean Prouvé diventano architettura e scenografia, guidando il visitatore in un percorso fluido tra epoche, linguaggi e materiali.
In un momento in cui il design da collezione entra ufficialmente nel cuore delle grandi fiere internazionali - come dimostra il debutto di Salone Raritas nel 2026 - realtà come Magazzino76 assumono un ruolo sempre più significativo. Non solo luoghi di vendita, ma presìdi culturali capaci di leggere il passato e interpretare il presente, rimettendo in circolo oggetti che continuano a generare senso. In questo scenario, il lavoro di selezione, restauro e racconto diventa centrale: è qui che il design smette di essere merce e torna a essere patrimonio condiviso. Come ricorda la frase di Dino Gavina che Federico Bellucci porta con sé come un faro, «i vostri figli e i vostri nipoti vi ricorderanno e vi giudicheranno anche dai mobili ereditati». Una riflessione che oggi, nel pieno del dibattito sul collectible design, appare più attuale che mai.

Courtesy of Magazzino76
Tre domande a Federico Bellucci sul collectible design
1. Negli ultimi anni il collectible design è passato da nicchia a fenomeno globale, fino ad arrivare in contesti come il Salone del Mobile con il format Raritas. Come hai visto cambiare questo mercato dal tuo punto di osservazione?
Il collezionismo è cambiato perché son cambiati i collezionisti. Ogni periodo ha i propri, ma non cambia la sostanza, oggetti belli e rari e realizzati da veri e propri maestri. Quello che ho visto di diverso da 30 anni fa è stato solo una grande velocità di cambiamento di interesse.
Negli ultimi 10 anni sono cambiati 4 decenni di stile 30/40 - 50/60 - 70/80 - 90/00.
2. Nel tuo lavoro di restauratore e selezionatore, quando un oggetto smette di essere semplicemente “vintage” e diventa davvero un pezzo da collezione? Conta di più la storia, la rarità o il modo in cui continua a dialogare con il presente?
Parti dal concetto che ogni oggetto, se è realizzato tecnicamente bene progettato e pensato da una mente illuminata, può essere collezionabile. Sta al selezionatore imparare a vedere la bellezza, l'estro e il dettaglio che lo distingue e lo rende un prodotto collocabile nel presente.
Il selezionatore vede la bellezza dal punto di vista estetico, il restauratore riesce a vederla anche nella qualità della sua realizzazione.
3. Che ruolo può avere una realtà come Magazzino76 in questo scenario: più galleria, più archivio, più luogo di ricerca o tutte queste cose insieme?
Magazzino76 è un contenitore per chi cerca pezzi autentici e originali, curiosi, che rendono unica la tua casa. Penso che sia importante per noi essere considerati un posto simile ad un museo dove però puoi anche comprare il prodotto che vedi.
Siamo galleria, archivio e sicuramente un luogo di ricerca che aiuta a capire le tendenze in anticipo così da poter fare sempre buoni affari che possono rivalutarsi nel corso del tempo.

Courtesy of Magazzino76
Tag: Milano Design Interviste
© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 28 gennaio 2026
