Dal 12 al 15 febbraio 2026 la kermesse trasforma villa beaulieu in una dimora effimera per l’arte e il collectible design
In un momento in cui il collectible design e il saper fare artigianale sono tornati al centro del dibattito - tra ricerca sui materiali, pezzi unici e una rinnovata attenzione al tempo lungo del progetto - NOMAD Circle torna a St. Moritz dal 12 al 15 febbraio 2026 per la sua nona edizione svizzera. La sede scelta è Villa Beaulieu, ex Klinik Gut recentemente ristrutturata e trasformata in dimora espositiva temporanea: più casa che white cube, più esperienza che stand. Un ambiente che invita a osservare le opere nel loro rapporto con lo spazio, la luce e l’architettura, restituendo una dimensione quasi domestica al collezionismo contemporaneo. Il programma riunisce un’ampia selezione di gallerie internazionali - tra cui Nilufar, Pierre Marie Giraud, von Bartha, Monica De Cardenas, Robilant+Voena, Secci, Cortesi Gallery, Brun Fine Art e Spazio Nobile - insieme a realtà provenienti da Varsavia, Atene, Londra, San Sebastián e Il Cairo. Il percorso alterna opere storiche e contemporanee, design da collezione, gioiello e progetti site-specific, disegnando una mappa volutamente eterogenea.
Accanto alle gallerie, un ruolo centrale è affidato agli Special Projects, che ampliano il racconto oltre la dimensione espositiva tradizionale, includendo collaborazioni con il mondo della moda, dell’artigianato e del gioiello contemporaneo, come il progetto Giorgio Armani in dialogo con Armani/Casa. L’incontro con le opere avviene così a una scala più intima, favorendo uno sguardo lento e una fruizione meno spettacolare, più vicina all’idea di abitare che a quella di esposizione. In questo quadro si inserisce Yellow Apartment, uno degli appuntamenti più interessanti del programma, che porta l’esperienza espositiva all’interno di uno spazio domestico reale.
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© Ivan Erofeev
Visitabile solo su appuntamento, il progetto apre eccezionalmente al pubblico un appartamento progettato nei primi anni ’70 da Ico e Luisa Parisi, rimasto intatto per oltre cinquant’anni e oggi raro esempio di abitare come opera totale, in cui architettura, arredi, luce e colore costruiscono un racconto unitario ancora sorprendentemente attuale. In questo contesto, le opere di Rachele Bianchi e Riccardo Schweizer non si impongono come oggetti da contemplare, ma si inseriscono nelle stanze come presenze domestiche, dando forma a un ambiente narrativo in cui arte e vita quotidiana si sovrappongono in modo naturale. Il progetto accoglie anche due opere della serie PostForma Ico di Martino Gamper, presentate in collaborazione con Nilufar: una rilettura di arredi storici di Parisi attraverso processi di decostruzione e ricomposizione che ne preservano funzione e proporzioni, attivando un dialogo diretto e circolare tra design d’archivio e visione contemporanea.

Ph. by Filippo Pincolini
Parallelamente, a Villa Beaulieu, Nilufar torna a NOMAD sotto la curatela della fondatrice Nina Yashar con un percorso immersivo che mette in relazione design contemporaneo e icone vintage, presentando accanto a PostForma (2025) anche Famiglia (2025) di Maximilian Marchesani, le creazioni di Etienne Marc e la collezione Muse di Filippo Carandini, in dialogo con una selezione di pezzi storici - tra cui lavori di Gabriella Crespi - che sottolinea l’attenzione della galleria per l’intelligenza dei materiali e la qualità duratura dell’artigianato. Co-fondato e diretto da Nicolas Bellavance-Lecompte, NOMAD continua così a muoversi tra geografie diverse mantenendo un formato volutamente raccolto e fortemente site-specific. In un sistema dell’arte e del design sempre più orientato alla scala e allo spettacolo, sceglie invece la densità, la relazione e il tempo dell’incontro. Tra neve, architetture alpine e interni modernisti anni Settanta, l’edizione 2026 di St. Moritz conferma questa visione: un altro modo di vivere arte e design - e un appartamento giallo che vale il viaggio.


































