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Frattini 1926–2026: la mostra al Castello Sforzesco

Milano — 18 marzo 2026

Gianfranco Frattini 1926–2026
Castello Sforzesco, Milano
Museo dei Mobili e delle Sculture Lignee e Sala Castellana

31.03.2026–28.06.2026
Da martedì a domenica: h 10.00–17.30

Tra riedizioni, archivio e progetto, l’esposizione inaugura il programma di celebrazioni dedicate a una figura chiave del design italiano del secondo Novecento

Dal 31 marzo al 28 giugno 2026, il Castello Sforzesco di Milano ospita Gianfranco Frattini 1926–2026, la mostra che inaugura il programma di celebrazioni per il centenario della nascita dell’architetto e designer, figura centrale ma spesso appartata nella storia del design italiano del secondo Novecento. 
L’installazione, allestita all’interno del Museo dei Mobili e delle Sculture Lignee e della Sala Castellana, si inserisce in modo discreto nel percorso permanente, attivando un dialogo tra il patrimonio storico e una selezione di riedizioni realizzate per l’occasione da aziende che hanno accompagnato il lavoro di Frattini, tra cui Artemide, Cassina, Poltrona Frau, Tacchini, Gubi e CB2.
 Il progetto espositivo, curato da Emanuela Frattini Magnusson e Fiorella Mattio con allestimento di Emanuela Frattini Magnusson e Pietro Todeschini, costruisce un ambiente essenziale in cui gli oggetti emergono come presenze autonome, isolate da superfici laccate che riprendono il lessico cromatico del designer. Le nicchie del museo diventano spazi raccolti dedicati a singoli progetti, tra cui la lampada Megaron, le serie di tavolini 780/783, la libreria Albero e la poltrona Lina, restituendo una lettura concentrata e non narrativa del lavoro di Frattini. L’intervento si estende anche alla Sala Castellana, dove accanto al vaso Marco vengono presentati oggetti in vetro rieditati, a sottolineare la continuità tra ricerca progettuale e produzione contemporanea.

 

 

frattini

 

 

La mostra segna l’avvio di un programma più ampio promosso dallo Studio/Archivio Gianfranco Frattini, che proseguirà durante la Milano Design Week e per tutto il 2026 attraverso installazioni diffuse, pubblicazioni e momenti pubblici, tra cui la presentazione del primo catalogo ragionato dedicato al designer e una serie di iniziative che riportano i suoi oggetti in una dimensione d’uso quotidiano, coerente con l’approccio che ha sempre caratterizzato il suo lavoro.
Figura spesso definita “silenziosa”, Gianfranco Frattini ha avuto un ruolo fondamentale nella costruzione del design italiano come sistema integrato tra progetto, industria e cultura. Formatosi al Politecnico di Milano e attivo sin dagli anni Cinquanta, è tra i fondatori dell’ADI e parte di quella generazione che ha contribuito a definire il rapporto tra produzione industriale e qualità progettuale, lavorando con aziende come Cassina, Artemide e Bernini. Il suo approccio si distingue per un linguaggio misurato, lontano da gesti iconici o dichiarazioni formali, e per una particolare attenzione alla costruzione, ai materiali e al dettaglio, spesso sviluppata in stretta collaborazione con artigiani e produttori.

 


Nel contesto attuale, la rilettura del suo lavoro evidenzia una posizione particolarmente attuale: Frattini interpreta il design come infrastruttura dell’abitare, un sistema coerente di oggetti e spazi che costruiscono relazioni più che immagini. La centralità del legno, la cura per la durata e la qualità costruttiva, così come il dialogo continuo tra progetto e produzione, anticipano temi oggi centrali nel dibattito contemporaneo, dalla sostenibilità alla ridefinizione del rapporto tra industria e artigianato.In questo senso, la mostra al Castello Sforzesco non si limita a una ricostruzione storica, ma propone una rilettura del lavoro di Frattini attraverso le riedizioni e il loro inserimento in un contesto museale stratificato, sottolineando la capacità dei suoi progetti di mantenere una presenza attiva nel presente.
Più che una celebrazione, l’avvio del centenario si configura come un dispositivo di riattivazione critica, che riporta al centro una figura capace di interpretare il design come pratica continua, coerente e profondamente radicata nella cultura del progetto italiano.

 





Tag: Milano Mostre Fuorisalone 2026



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 18 marzo 2026

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