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NFT, blockchain e metaverso: quali opportunità per il design

Ne abbiamo parlato con gli autori del paper scientifico più letto online, pubblicato sulla rivista Nature. Parola a Mauro Martino e Andrea Baronchelli.

 

L’interesse generato negli ultimi mesi intorno al tema di NFT, blockchain, criptovalute e metaverso sembra continuare a crescere, abbracciando non soltanto il mondo dell'arte e dei collezionisti. Il tema sembra essere diventato ufficialmente mainstream: spuntano come funghi guide online, sui social e nei programmi tv, più o meno approfondite, per capirci qualcosa di più. E intanto le aziende dei più disparati settori si attivano per presidiare le nuove opportunità date dal mercato della realtà virtuale. Ma partiamo dall’inizio: cosa sono gli NFT? I Non Fungible Token sono dei certificati di autenticità digitale per ogni tipo di contenuto, dalle opere d’arte fino ad arrivare alla musica, raccolti all’interno della blockchain: un sistema che permette di mostrare la proprietà, tenendo traccia delle operazioni e delle transazioni, un po’ come fosse il libro mastro del notaio. Ma quali sono le opportunità rappresentate da questo nuovo ecosistema per i brand? Lo abbiamo chiesto a due esperti del settore, nonché autori del paper più letto sull’argomento: Mauro Martino, direttore del Visual AI Lab al MIT-IBM Research AI Lab di Cambridge e Andrea Baronchelli, professore associato a Ciry University of London e responsabile del tema Token Economy presso l’Alan Turing Institute.

La pandemia ha accelerato la digitalizzazione e anche nel settore design, dell’arredamento e del real estate si sta parlando molto di NFT, blockchain e metaverso. Proviamo a fare un po’ di chiarezza: dove è cominciato tutto e a che punto siamo oggi?

Andrea Baronchelli: Il momento zero è rappresentato dall’artista Beeple, che all’inizio del 2021 ha venduto alla casa d’aste Christie’s un’opera NFT per 69 milioni di sterline. Il mondo dell’arte cerca una maniera di attestare autenticità, provenance e passaggi di proprietà da sempre. Gli NFT sono smart contract che vivono, originariamente, sulla piattaforma Ethereum. Tra le funzionalità particolarmente apprezzate dagli artisti ce n’è una in particolare: nella lista dove figura il proprietario e il creatore è possibile introdurre una clausola che certifica che in caso di vendita dell’NFT, per esempio, il 20% va all’artista. Questa è solamente una delle numerose potenzialità che accompagna l’universo NFT. Credo che la programmabilità dell’informazione su una blockchain pubblica, accompagnata da una grande liquidità, ha generato il boom a cui stiamo assistendo.

Mauro Martino: La caratteristica che rende attendibile la blockchain è rappresentata dal suo dominio pubblico, è totalmente trasparente e accessibile a chiunque. Il fortissimo interesse da parte delle criptovalute di avere visibilità è centrale in questo processo: quanto più hanno consenso, soprattutto nei media, tanto più acquistano valore. In passato la battaglia è stata folle, con migliaia di criptovalute create ogni mese, tra i vincitori c’è sicuramente Ethereum, che si è rafforzata anche grazie ai contratti NFT. Stiamo parlando di una tecnologia anarchica per definizione, che non rispetta il concetto di nazione, ed è per questo che gli stati autoritari come la Cina la rifiutano. La Svizzera, di contro, è la patria dell’Ethereum: è qui che stanno le cosiddette big whales, ovvero i grandi investitori che hanno interesse nel propagandare le criptovalute. È un vero e proprio meccanismo di consenso: inizialmente hanno generato un finto mercato, vendendo e acquistando NFT tra di loro, che successivamente si è concretizzato. Oggi non è più così: all’interno di questo mondo si sono inseriti tantissimi autori autentici.

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"Mars House" by Krista Kim

Si tratta di una bolla oppure di un fenomeno destinato a crescere ed evolversi?

MM: L’NFT è destinato a evolversi per via dell’elemento dirompente all’interno del diritto. Lo smart contract per certi versi rappresenta la morte dell’avvocatura e del diritto nazionale, perché tutto avviene automaticamente. E questa è un’innovazione culturale non da poco. C’è un elemento di diritto molto interessante di cui tenere conto: nello stipulare un contratto si può decidere cosa inserire al suo interno, e quasi sempre l’artista cerca di vendere il meno possibile della propria opera. In questo caso, addirittura, si vende il diritto di vendita e non il copyright.
 


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Qual è il rapporto che intercorre tra dimensione fisica e digitale quando parliamo di NFT?

MM:
Credo che non ci sia nulla di più fisico degli NFT per come si sta sviluppando oggi il mercato. Artisti come Beeple vendono opere fisiche, è il l caso della scultura “Human One”, un’astronauta dentro un cubo che cammina ritmicamente. Ma anche un appartamento venduto tramite NFT come sta sperimentando il mondo del real estate. Tutto può diventare NFT e tutto può diventare contratto, il vantaggio consiste nella rapidità e nell’elasticità del contratto stesso. Un altro esempio rispetto alla fisicità: pensiamo al caso delle “Bored Ape”, che organizzano feste per far sentire gli utenti parte di una comunità. La pandemia ha velocizzato la digitalizzazione e allo stesso tempo aumentato la voglia di incontri in presenza. Oggi si può possedere qualcosa che ha il suo equivalente nel mondo digitale, oppure no. E questo permette di avere un’elasticità e una velocità di esecuzione nelle vendite incredibile.

AB: Mark Zuckerberg ha presentato qualche mese fa il suo Metaverso: un mondo virtuale dove ogni elemento, dal bar al negozio di dischi, è di sua proprietà (o almeno così si presume al momento). Gli NFT permettono di immaginare la stessa cosa, ma in modo eterogeneo e soprattutto senza un unico proprietario. Al momento c’è una grande mancanza di legiferazione su questa materia, considerando che gli NFT hanno un grande valore politico. Da un lato abbiamo una versatilità notevole che attrae artisti e aziende, dall’altro una regolamentazione molto difficile da attuare.

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"Eroding and Reforming Bust of Rome (One Year)" by Daniel Arsham

Lo scorso 14 gennaio ha aperto le porte a Seattle il primo museo dedicato agli NFT. E poi ci sono state mostre, aste, presentazioni di collezioni in formato NFT. Quali sono secondo voi opportunità concrete che potrebbero essere generate per la design industry?

MM: Nel mondo del design il concetto di NFT, soprattutto per quanto riguarda antiquariato e modernariato, potrebbe tornare utile sul fronte contraffazione, aiutando a tenere traccia il passaggio di proprietari. Esistono inoltre sistemi AI di riconoscimento visivo degli oggetti: permettono di individuare, per esempio, una sedia originale senza la necessità di un ID. Nel caso della sedia, le venature del legno aiutano il riconoscimento oppure le microimperfezioni accumulate negli anni, un po’ come fosse il corrispettivo dell’impronta digitale. Per quanto riguarda il mercato del nuovo, la promessa di valore futuro affascina, soprattutto per il mercato europeo, e rappresenta un vero e proprio investimento. Dovunque ci sia valore attraverso il possesso di un’opera che col tempo aumenta di valore, l’NFT è principe.

Se dovessimo pensare al mondo degli eventi e delle fiere, per esempio, potrebbero esserci scenari di interesse legati al metaverso?

MM: Parliamo tutti di metaverso perché uno degli uomini più ricchi al mondo ha detto che avrebbe investito un sacco di soldi. Di fatto si tratta di un’operazione di marketing per non far parlare di tutti gli scandali di Facebook. Il metaverso esisterà quando avremo l’impressione di vivere in un ambiente virtuale e che questo ci sembri simile a quello della realtà, quindi grande qualità di risoluzione e velocità di scambio dati. Tutta la tecnologia che stiamo costruendo va in questa direzione per creare questa iper-realtà. La qualità delle immagini, attualmente, non è tale da giustificare il fatto che le persone vivranno nel metaverso. L’illusione che le aziende possano iniziare a creare uno shop frequentato da tutto il mondo domani è assurda, tra 50 anni sicuramente sì. Tra l’altro è una direzione tecnologica che fa molto bene al pianeta terra: se la qualità di esperienza virtuale coincide con quella realtà, ne consegue una riduzione dei viaggi. Aumentare la virtualità fa benissimo al pianeta, lo abbiamo visto durante il primo lockdown, quando i livelli delle emissioni si sono ridotte drasticamente. Il metaverso ci sarà, magari non si chiamerà così, e sono sicuro che non sarà di Zuckerberg, la tecnologia NFT lo sta già dimostrando.

Una domanda legata alla sostenibilità, tematica imprescindibile per la vita d’impresa. Che impatto ambientale ha il fenomeno degli NFT?

MM: I soldi spesi in computazione sono visti come un elemento negativo, credo però che sia la maniera più intelligente di spendere le nostre risorse. Il potere computazionale dei popoli deve crescere, è un segno di maturità e intelligenza. Concettualmente, una spesa per creare decentralizzazione è decisamente più legittima rispetto, per esempio, alla creazione di una bomba atomica. A proposito di Ethereum, il suo impatto calerà tantissimo non appena verrà rilasciata la nuova edizione. Il consumo energetico è dato dalla creazione di pacchetti che si sbloccano quando si risolve un’equazione, che diventa più complessa quando il valore di una moneta cresce.

AB: Ethereum inquina, è vero. Al momento sta cambiando modello di validazione, inoltre esistono altre blockchain che hanno un impatto minore. È un problema, lo è stato soprattutto all’inizio. Tra due anni non sarà più una tematica rilevante.

* In apertura, "Deep Space Sofa" by Andrés Reisinger
 

Le cose da sapere sull'argomento

Cos'è un NFT?

NFT è l’acronimo di “Non-Fungible Token”: si tratta di certificati che garantiscono l’autenticità digitale di un’opera.
Cos'è la blockchain?
È la tecnologia che serve a certificare e commerciare opere, generando trasparenza in ogni fase del processo.
Cos'è una criptovaluta?
È una valuta virtuale utilizzata come mezzo di scambio o a fini di investimento. La più conosciuta è Bitcoin. 
Cos'è il metaverso?
È considerato il futuro di internet, un mondo virtuale in cui sarà possibile ritrovare le attività quotidiane, dalle cene agli appuntamenti di lavoro.
Cosa si intende per mining?
È il processo informatico di creazione di Bitcoin e altre criptovalute.
Cosa sono le whale?
Nel gergo delle criptovalute, sono gli investitori proprietari di grandi percentuali di bitcoin o similari, in grado di influenzare il mercato.





Tag: Interviste NFT Metaverso



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 24 gennaio 2022

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