Pezzi unici, visioni emergenti e nuove committenze: dal 12 al 15 marzo 2026 Bruxelles torna al centro del collectible design contemporaneo
La nona edizione di COLLECTIBLE Brussels trasforma l’iconico Vanderborght Building nel cuore della capitale belga in una delle piattaforme internazionali più rilevanti per il design contemporaneo da collezione, tra pezzi unici, edizioni limitate e commissioni speciali che sfidano i confini tra arte, artigianato e design.
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Cuore della fiera è la sezione MAIN, che intreccia nuove presenze e gallerie consolidate in un dialogo tra linguaggi e generazioni. Tra i first-time participants troviamo kammer, che presenta un interior setting con opere in edizione limitata di Arnaud Eubelen, Noah Barker e Grace Prince; Objekt Gallery, con una selezione di ricerche contemporanee tra design e arti applicate; e VAN OOSTEROOM GALLERY, che propone uno solo show di Audrey Large con la serie Flowstones, lavori scultorei realizzati tramite sand binder jetting in equilibrio tra geometria digitale e matericità lapidea. Accanto a loro tornano Maniera, con un duo show di Christoph Hefti e Jörg Boner; Cour, che mette in scena un booth immersivo tra toni caldi e superfici rivestite includendo lavori di Richard Aybar, Agnieszka Owsiany e Charlotte Bombel; GUSCH, con un allestimento avvolgente firmato Meyer Voggenreiter che combina arredi lignei brutalisti e tessuti intensi; e Uppercut, che presenta nuove commissioni, tra cui un cabinet di Sigurd Nis Schelde e lavori di Linde Freya Tangelder e Yoon Shun.

ÆTHER/MASS, Cubis Chair © Renaat Nijs
La sezione BESPOKE concentra l’attenzione sulla produzione su commissione e made-to-order, mettendo in luce studi indipendenti che lavorano al confine tra funzione e scultura. ÆTHER/MASS presenta una nuova collezione che include la Cubist Chair e pezzi in bronzo forgiato della Forge series; Paul Coenen e Rino Claessens proseguono la loro ricerca sul metallo con le evoluzioni della serie Tension, dove le strutture si reggono per forza interna senza viti né saldature, e con la nuova collezione Coil in acciaio inox piegato; Atelier Van Lieshout dialoga con Noodles, Kovackistan & The Firecracker attraverso The Armchair Anarchist, una selezione di lavori che attraversa quattro decenni di produzione. Completano la sezione Llewellyn Chupin con Rituals of Adornment, collezione composta da lampada, panca, paravento e seduta scultorea, e Studio LOHO, che insieme a Sharon Van Overmeiren, trasforma vasche e lavabi in argilla in installazioni monumentali sospese tra design e arte.

SELAHCREATIVEOFFICE, Cannage Agnieszka Owsiany, hammered copper sample
NEW GARDE conferma l’attenzione verso la nuova generazione con CASA SÒLER, che presenta pezzi unici ed edizioni limitate di designer emergenti come Alexis Mazin e Clément Pasquier, realizzati a partire da materiali industriali trasformati appositamente per la fiera; Unveiled Collective, che riunisce nove neolaureati della LUCA School of Arts con altrettante nuove opere ciascuna incentrata su un materiale specifico; e FULL CIRCLE, che porta una presentazione condivisa tra Jord Lindelauf con il sistema modulare in alluminio 808, Lucas Zito con la collezione Patch sviluppata tramite stampa 3D e assemblaggi visibili, e NOSTUDIO con la lampada scultorea FLOR. REGARDING RELATIONS propone invece Allegedly Alluring Aesthetics, una rilettura contemporanea del boudoir curata da Anoe Melliou con Anne-Lise Agossa, che riflette su intimità, spazio privato e agency attraverso lavori di designer emergenti, affiancata da realtà come Bureau Parso ed Experience La Galería.

Ph. Romeo Mignot, Little Red, 2025, Syzygium australe, camphor laurel, Linseed oil Paint
Tra le novità del 2026, TABLESCAPES esplora la tavola come spazio di progetto e relazione con interventi di Clara Valdes, Giulia Cosenza x Salon Poisson e Janne Claes, ampliando la riflessione sul design come gesto sociale e rituale condiviso. Attesissima la sezione CURATED, laboratorio sperimentale diretto da Marine Mimouni con il concept “Echoes of Use”, che indaga la presenza silenziosa degli oggetti e le tracce lasciate da gesti, luce e tempo. Designer come Kim Haagen Studio, Franz Ehn e Romeo Mignot sono inseriti in una scenografia tessile concepita da Romain Joly e Lisa Bravi a partire dalla figura della scatola di cartone, trasformata in dispositivo espositivo e narrativo.

Portrait Clelie Debehault et Liv Vaisberg 2025 WSA © Edoardo Cozzani
Tag: Design Interior design Fiera Bruxelles News
© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 04 marzo 2026


































