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Le case più belle della Design Week

Design — 21 maggio 2026
© Matteo Verdini

Una selezione di appartamenti privati, studi e atelier che hanno aperto le porte in occasione del Fuorisalone 2026

Negli ultimi anni il confine tra interior domestico e allestimento si è fatto sempre più sottile, fino a trasformare case private, studi e atelier in uno dei linguaggi più interessanti del Fuorisalone. Durante la Design Week questi spazi diventano ambienti narrativi dove design, arte e interior si sovrappongono in modo più libero e personale. A volte gli indirizzi vengono comunicati all’ultimo momento, spesso bisogna registrarsi o fare lunghe code, ma proprio questa dimensione quasi segreta continua ad alimentarne il fascino. Ed è forse anche per questo che, tra tutti gli eventi, questi luoghi restano spesso i più memorabili. Ecco di seguito le case più belle che abbiamo visto quest’anno. 

Casa Osvaldo Borsani by Interni Venosta

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© Andrea Ferrari

Una casa privata progettata da Osvaldo Borsani tra il 1947 e il 1948, mai aperta al pubblico e situata nel cuore di Palazzo Olivazzi, in via Bigli 21. Qui Interni Venosta - progetto indipendente di Emiliano Salci e Britt Moran, fondato nel 2024 e realizzato insieme ai Fabbri Services, con sede in Toscana - costruisce un dialogo sottile tra design contemporaneo e architettura del dopoguerra. Gli ambienti conservano intatto il rigore elegante di Borsani, tra pareti-scultura, legni preziosi e dettagli calibrati, mentre la nuova collezione di arredi e oggetti si inserisce nello spazio con continuità materica e formale, trasformando l’appartamento in una sorta di casa museo sospesa tra memoria e contemporaneità.

RedDuo Galleria

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© RedDuo

In zona Porta Genova, la casa-studio di REdDUO - il duo fondato da Fabiola Di Virgilio e Andrea Rosso - è stato uno degli indirizzi più ricercati della settimana. Più che un allestimento, un interno vissuto e stratificato, dove pezzi vintage, ceramiche, tessuti, oggetti raccolti e interventi contemporanei costruivano un racconto domestico libero e molto personale. 

L’Appartamento by l’Artisan Parfumer e Antoine Billore

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© L’Appartement di Artisan Parfumeur, Antoine Billore

In via Giovanni Lulli 2 siamo entrati in quello che è stato uno dei nostri appartamenti preferiti. Per celebrare i cinquant’anni di L’Artisan Parfumeur, il collezionista e antiquario parigino Antoine Billore ha trasformato un appartamento in un interno eclettico e profondamente personale, dove arredi ibridi, assemblati a partire da elementi recuperati, convivevano con tappeti persiani, pannelli intarsiati, pezzi artigianali e oggetti trovati. L’Appartement sembrava il ritratto domestico di un viaggiatore compulsivo, guidato dall’istinto più che dal collezionismo canonico, capace di dare nuova vita a oggetti dimenticati senza alcuna nostalgia. L’universo olfattivo di L’Artisan Parfumeur entrava naturalmente nello spazio regalando sensazioni piacevolissime durante la visita.

The Intimacy by Studiopepe

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© Andrea Ferrari

Per i vent’anni di Studiopepe, il duo formato da Arianna Lelli Mami e Chiara Di Pinto ha trasformato gli storici spazi di viale Abruzzi - accanto a Bar Basso - in un luogo permanente dedicato alla sperimentazione e al confronto creativo. Pensato per restare attivo tutto l’anno tra mostre, workshop, incontri e progetti speciali, lo spazio diventa anche una sorta di manifesto tridimensionale del linguaggio dello studio: un interno stratificato e fortemente atmosferico, dove materiali, arredi, opere e dettagli decorativi raccontano una visione dell’interior design intima, sensoriale e profondamente narrativa.

Materials at Edge by Giampiero Tagliaferri

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© Billal Barak Taright

Nel cuore di Brera, Giampiero Tagliaferri ha aperto per la prima volta le porte del suo nuovo studio milanese, un appartamento firmato dal gruppo BBPR trasformato durante la Design Week in uno spazio sospeso tra casa, galleria e laboratorio creativo. Per l’occasione, i curatori Truls Blaasmo e Chiara Rusconi di APALAZZOGALLERY hanno costruito un dialogo tra maestri italiani del dopoguerra e artisti contemporanei, mescolando arredi, opere e materiali in un interno stratificato e fortemente atmosferico, dove il confine tra collezionismo, design e vita domestica diventava volutamente sfumato.

Animale Sociale by Casaornella

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© Casaornella, Milano Design Week 2026

Con Animale Sociale, Casaornella continua a usare la dimensione domestica come terreno di ricerca più che come semplice spazio espositivo. Nell’appartamento curato da Maria Vittoria Paggini, ambienti, arredi e superfici costruiscono un paesaggio fluido e quasi immersivo, dove luce, materiali e colori accompagnano il visitatore da una stanza all’altra senza vere separazioni. Opere, lampade e interventi artistici disseminati negli ambienti contribuiscono a trasformare la casa in un interno narrativo e fortemente sensoriale, culminando nella zona notte dove il letto rivestito in ceramica appare quasi come una presenza scultorea.

An American Private Room by Yves Salomon x Michael Bargo

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© Matto Verdini

Da Casa Mascagni, residenza milanese anni Sessanta aperta per la Design Week, Yves Salomon Éditions e il designer americano Michael Bargo costruiscono un interno che mescola modernismo francese, memoria domestica americana e collectible design. Trapunte in pelliccia, arredi storici reinterpretati e pezzi unici rileggono la tradizione dei quilt americani attraverso il savoir-faire degli atelier parigini della maison, trasformando l’appartamento in una casa vissuta e profondamente personale. Il risultato è un ambiente stratificato e quasi autobiografico, dove design, artigianato e ricordo convivono con naturalezza.

Villa Pestarini, Franco Albini, ALCOVA 2026

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© Villa Pestarini, Franco Albini

Progettata da Franco Albini alla fine degli anni Quaranta, Villa Pestarini è riemersa durante la Milano Design Week come uno di quei luoghi che sembrano custodire intatta la memoria di un’altra Milano. Aperta eccezionalmente al pubblico da Alcova, la casa lasciava affiorare tutta la raffinatezza asciutta del modernismo di Albini: passaggi calibrati, materiali silenziosi, dettagli costruiti più per essere scoperti che mostrati. Le installazioni contemporanee si inserivano negli ambienti quasi in punta di piedi, amplificando la sensazione di attraversare una casa rimasta sospesa nel tempo, dove architettura, luce e oggetti continuavano a dialogare con naturalezza.





Tag: Milano Design Week Fuorisalone 2026 Design case Interior design



© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 21 maggio 2026

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