All’interno del Museo del Violino, Sala Effe è un progetto dedicato a mostre, nuove produzioni e collezioni private
Cremona aggiunge un nuovo indirizzo alla sua mappa culturale. Ha appena inaugurato Sala Effe, spazio dedicato all’arte contemporanea ospitato in un’ala del Museo del Violino, nel centro storico della città. Il nome prende in prestito le “effe” intagliate nella cassa armonica dello strumento, ma anticipa anche l’idea di un progetto che, pur mantenendo una programmazione indipendente, nasce in relazione con il museo che lo accoglie. Più laboratorio che museo tradizionale, Sala Effe si muoverà su due fronti. Da una parte mostre curate, con nuove produzioni e prestiti; dall’altra progetti dedicati a collezioni private, con l’obiettivo di rendere visibili opere normalmente sottratte allo sguardo del pubblico. La curatela cambierà di volta in volta, coinvolgendo membri del comitato, curatori e professionisti esterni, mentre gli allestimenti potranno essere modificati durante il periodo di apertura attraverso riallestimenti, eventi e attivazioni.

Ph. Tiziano Ercoli
Dietro al progetto c’è un comitato che lavora alla sua realizzazione da circa due anni: i galleristi Leonardo Caldonazzo Arvedi, Claudia Ciaccio e Paolo Zani, i collezionisti Enea Righi e Lorenzo Paini, la project manager Ilaria Dal Lago e Antonio Scoccimarro, professionista del sistema culturale e della comunicazione.

Ph. Tiziano Ercoli
Si parte con una collettiva che cambia nel tempo. A inaugurare Sala Effe è “La terra piatta è una dimensione lirica del luogo come se regredire fosse inventare”, mostra curata da Paolo Zani che riunisce, tra gli altri, Alighiero Boetti, Giorgio de Chirico, Rineke Dijkstra, Peter Fischli e David Weiss, On Kawara, Paola Pivi e Pietro Roccasalva. Al centro, il concetto di spazio-tempo come dimensione non assoluta, continuamente modificata dall’esperienza e dall’interpretazione. Anche la struttura della mostra segue questa idea: fino al 14 marzo 2027, ogni due mesi alcune opere verranno sostituite, modificando progressivamente l’allestimento. Non una mostra cristallizzata al momento dell’opening, quindi, ma un progetto destinato a cambiare insieme al tempo che racconta.

Ph. Tiziano Ercoli
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© Fuorisalone.it — Riproduzione riservata. — Pubblicato il 21 settembre 2026





































